Al verificarsi di alcune condizioni svelate nelle ultime ore, Mario Roggero potrebbe ritrovarsi a uscire dal carcere.
Dopo aver svelato le prime richieste di Mario Roggero, lo stesso uomo recentemente condannato per aver ucciso due rapinatori in fuga potrebbe clamorosamente ritrovarsi fuori di prigione. Lo ha reso noto Open, facendo riferimento alla necessità che si verifichino determinate condizioni.
Infatti, lo sviluppo delle condizioni di cui sopra, permetterebbe al gioielliere di scontare la sua pena agli arresti domiciliari. Alla base di tutto ciò c’è l’età anagrafica della persona condannata. Una sentenza della Cassazione, prevede il carcere anche nel caso in cui il condannato abbia 70 anni.

Mario Roggero può uscire dal carcere: ecco come
Valerio De Gioia, giudice penale di Roma, ha detto ciò a proposito del caso del gioielliere: “In astratto la detenzione domiciliare, che è una misura alternativa al carcere, spetta a chi ha più di settant’anni. Erroneamente è stato detto che Roggero dovrebbe scontarne dieci, quindi dovrebbe avere una pena residua di quattro anni, per poterne beneficiare, ma non è così. Sei hai più di settant’anni la richiesta la puoi fare anche subito e provvede il magistrato di sorveglianza“.
C’è tuttavia un problema di interpretazione, il quale fa sì che la stessa Cassazione rappresenti un potenziale ostacolo: “A ciò si oppone un’interpretazione della Cassazione che sta diventando granitica e secondo la quale, nonostante la chiara lettera della norma che parla solamente di criminalità organizzata, ha chiuso le porte comunque in caso di omicidio. Non concede la misura, insomma, neanche all’ultra 70enne“.
L’ipotesi di una nuova legge
Da quanto riportato sopra, si può facilmente evincere come Mario Roggero potrebbe uscire dal carcere solamente in caso di approvazione di una nuova legge. Chiaramente, la legge in questione dovrebbe avere carattere retroattivo per avere effettivamente efficacia.
Si dovrà inoltre fare una profonda distinzione tra le varie tipologie di omicidio volontario esistenti, per fare in modo che il gioielliere possa auspicare ad una pena domiciliare.